venerdì 19 gennaio 2024

ATTENZIONE AL MAR ROSSO: I RISCHI PER IMPRESE E MANAGER

 Le guerre che non accennano a positivi fatti nuovi, tregue, negoziati, visioni future di pace, … e il
fronte di crisi del Medio Oriente, ovvero del Mar Rosso che costringe le navi portacontainer a
cercare nuove rotte commerciali con evidenti ripercussioni non solo sui tempi di percorrenza della
tratta Asia-Europa, ma soprattutto sui prezzi delle merci trasportate non lasciano ben sperare per
l’immediato.
Gli assalti dei ribelli alle navi in transito nel Mar Rosso non possono non preoccupare le imprese
del Nord Est italiano, considerato che il Far East è una rotta che pesa per il 50% del traffico delle
nostre aziende.
Il timore è quello di dover affrontare una nuova “tassa Houthi” su gran parte dei prodotti in arrivo
dall’Est, dalle materie prime agli hardware.
Da settimane ormai le portacontainer sono state dirottate verso il Capo di Buona Speranza sulla
punta meridionale dell’Africa. Una deviazione che significa da otto a dodici giorni in più di
navigazione, ovvero più consumo di energia, maggiori costi di assicurazione, con tempi di
immobilizzazione più lunghi per equipaggi e navi.
È del tutto probabile un aumento dei costi legati alla chimica, ma anche che a crescere siano i
prezzi causa la scarsità dei materiali innescando così fenomeni speculativi. Se la crisi non dovesse
rientrare si rischia di avere un pesante aggravio dei costi di trasporto verso i mercati esteri, ma il
rischio è che le navi, dopo aver passato il Capo di Buona Speranza, puntino direttamente a Nord
verso Rotterdam e Amburgo tagliando fuori i nostri sistemi portuali, Trieste in primis, con
inevitabili ripercussioni in termini di perdita di posti di lavoro e aggravio di costi.
Il valore dell’import-export italiano marittimo che transita per il canale di Suez ammonta a oltre
150 miliardi di euro. E dover dirottare le navi implica, infatti, inevitabili ritardi in carico e scarico
anche da e per i porti italiani per cui se non si risolverà la situazione sicurezza ci potrebbe essere
un cambio di rotte strutturale giacché è evidente che una nave che circumnaviga l’Africa in
maniera sistematica non avrebbe interesse a raggiungere il mare Adriatico e punterebbe
direttamente sui porti del Nord Europa. La speranza è che i flussi tornino a essere regolari
attraverso Suez.
L’alternativa al mare viaggia su rotaia ed è stata individuata dalla trevigiana D.B. Group. L’azienda
di Montebelluna, per far fronte alle incertezze e ai ritardi dei viaggi via nave  ha, infatti, riattivato
una linea di collegamenti ferroviari per la ricezione delle merci dalla Cina. Come soluzione di
emergenza D. B. Group sta dunque predisponendo un treno speciale composto da cinquanta
vagoni con merci riservate che partirà il 31 gennaio per un viaggio su ferrovia che avrà una durata
di 25 giorni per percorrere circa diecimila chilometri. Da poco sono state aperte le prenotazioni
anche per il secondo convoglio, in partenza il prossimo 3 febbraio da Chengdu e in arrivo a Milano
(Melzo) e a Padova.
La crisi nel Mar Rosso è un elemento di incertezza internazionale a livello sociale ed economico.
L’industria italiana stava trovando un nuovo equilibrio dopo le difficoltà degli anni passati, il post
pandemia, la crescita dei costi dei noli marittimi, la guerra in Ucraina e quella israelo-palestinese,
l’inflazione, l’aumento dei tassi, il rallentamento dei mercati. Aveva dimostrato la capacità di
adattarsi alle nuove condizioni, ora affronta una nuova pesante incognita.
Da Suez passa la gran parte del nostro interscambio commerciale, la moda, l’alimentare, le
automobili, i macchinari. I primi effetti sui costi dei trasporti e delle materie prime si sono già visti,
la speranza è che non ci siano speculazioni da parte delle piattaforme logistiche.
Il rigassificatore veneto rischia ritardi e rincari in quanto il Qatar ha sospeso l’invio delle gasiere nel
Mar Rosso. L’infrastruttura al largo di Rovigo è destinata a risentirne e se la crisi dovesse

continuare sarebbe compromessa la disponibilità di Gnl. La piattaforma adriatica garantisce il 12%
del fabbisogno nazionale di metano.
L’export italiano è riuscito nel 2023 ad assorbire in gran parte l’inflazione e mantenere le posizioni
sui mercati esteri. È un segno di grande resistenza delle aziende industriali. Nel complesso il
sistema economico italiano ha dimostrato una grande resilienza e rapidità nell’adattarsi ai
cambiamenti.
In questa fase occorre ancora reagire alle difficoltà della Germania che è uno dei nostri principali
mercati. Bisognerà capire, in proposito, come si muoveranno i tassi d’interesse nel 2024, in quanto
quando la stretta si allenterà, l’effetto sarà molto significativo. Nel frattempo occorre continuare
ad aprire la strada a nuovi mercati, dai Balcani allo stesso Medio Oriente sino al Sud Est asiatico e
all’America Latina e al Nord Africa.
La PA deve aiutare le Pmi, che vogliono andare sui mercati internazionali, a individuare le
opportunità, incontrare i potenziali clienti, stabilire delle relazioni. In tal senso le imprese si
affidino ai loro manager favorendo un loro continuo aggiornamento professionale per permettere
di rimanere sempre al passo coi tempi che cambiano molto celermente.

Daniele Damele
Presidente Federmanager FVG

POLIZIA DI STATO DI GORIZIA - VIOLENZA DOMESTICA: IL QUESTORE EMETTE DUE AMMONIMENTI

 

Due casi di violenza tra le mura domestiche per i quali è stato determinante l’intervento delle forze di polizia a tutela di due donne entrambe succubi di un compagno incapace di gestire la propria rabbia ed aggressività, rendendosi responsabile di condotte violente e persecutorie.

Nelle storie di questi uomini, entrambi stranieri e di età compresa tra i 40 e i 50 anni, c’è un passato ed un presente di abuso di alcool e di sostanze stupefacenti oltre a vari pregiudizi penali, ed agli stessi, in relazione ai recenti fatti a loro attribuiti, come ricostruito dal personale della Divisione Anticrimine, sono stati notificati ieri due ammonimenti per violenza domestica - emessi dal Questore di Gorizia.

L’irrogazione dell’ammonimento del Questore, oltre a renderli consapevoli di quanto previsto dalla normativa monitoria che garantisce alla vittima una tutela rapida diffidando il maltrattante dalla commissione di ulteriori atti violenti, può concretizzarsi nel ritiro immediato di eventuali armi detenute nonché nella misura di sospensione della patente di guida.

Inoltre, ai due uomini – in virtù della sottoscrizione anche a Gorizia del Protocollo Zeus (8 marzo 2023) - verrà data la possibilità di rivolgersi alle associazioni firmatarie per intraprendere un percorso trattamentale finalizzato ad acquisire la consapevolezza del disvalore sociale, ancor prima che penale, del comportamento violento in chiave preventiva e di recupero del soggetto maltrattante.

giovedì 18 gennaio 2024

GORIZIA POTENZIA LA RETE DEI SERVIZI ANTIVIOLENZA CON IL PROGETTO EUROPEO CHANGE RIVOLTO AGLI UOMINI E IL RINNOVO DEI PROTOCOLLI PER LE VITTIME

 

Gorizia potenzia la rete dei servizi per intervenire e prevenire la violenza di genere e domestica. Oggi in Sala Dora Bassi si sono ritrovate alcune realtà impegnate in prima linea nel contrasto alla violenza di genere per presentare le azioni attive sul territorio. Da un lato, lo Sportello del Centro per Uomini Autori di Violenza (CUAV) attivato recentemente grazie al progetto europeo Change e gestito dall’associazione L’Istrice, dall’altro il Centro Anti Violenza (CAV) di S.O.S. ROSA, che si rivolge principalmente alle vittime di violenza.

Alla conferenza stampa svoltasi stamane sono intervenuti Silvana Romano, assessore alle politiche sociali del Comune di Gorizia, Maura Clementi, dirigente settore Welfare Comune di Gorizia, il dott. Luigi Di Ruscio questore di Gorizia, Flora Bernardi area progettazione della Cooperativa sociale Itaca capofila progetto Change, Marilena Francioso direttore SC Età evolutiva, Famiglia e Disabilità di AsuGI, Pasquale Fiorente presidente L’Istrice aps (CUAV), Francesca Vuaran presidente di S.O.S. ROSA (CAV).

 

CENTRO PER UOMINI AUTORI DI VIOLENZA (CUAV)

Progetto europeo CHANGE

Un luogo d’ascolto e una proposta di cambiamento, perché la violenza non è un modo di essere, ma un modo di agire che si può cambiare. La prima azione presentata oggi riguarda lo Sportello del Centro per Uomini Autori di Violenza (CUAV), attivato quest’anno a Gorizia per iniziativa del progetto europeo “CHANGE. Pathways to prevent and combat gender-based violence”, co-finanziato dalla Commissione Europea e guidato dalla Cooperativa sociale Itaca.

Grazie al progetto CHANGE viene ora estesa la capacità di intervento territoriale sul tema della violenza di genere con l’apertura dello sportello di Gorizia, gestito dall’associazione L’Istrice partner di progetto, che da diversi anni lavora in Friuli Venezia Giulia sul contrasto della violenza di genere, prevedendo interventi con gli uomini autori di violenza.

Dall'avvio dello Sportello di Gorizia, L’Istrice si è impegnata per favorire l’intercettazione e l’ingaggio degli uomini che hanno agito violenza all’interno delle loro relazioni affettive e familiari – 14 gli uomini sinora accolti dal servizio -, con l’obiettivo di sviluppare un modello di cooperazione multiagency, per l’accoglienza di uomini autori attraverso programmi di intervento loro dedicati.

 

CHI SI PUÒ RIVOLGERE ALLO SPORTELLO DI GORIZIA (CUAV)

Lo Sportello si rivolge a uomini che abbiano agito violenza di genere, così come definita dalla "Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica" (Istanbul, 2011). Gli uomini possono accedere spontaneamente al programma di trattamento o essere indirizzati da terzi, come ad esempio i Servizi sociosanitari o le Forze dell'ordine.

Nel quadro del "Protocollo Zeus", sottoscritto l'8 marzo 2023 tra la Questura di Gorizia e L'Istrice aps, viene permessa l'intercettazione degli uomini autori di violenza sottoposti al procedimento di "ammonimento" del questore. Inoltre, il personale che opera nello Sportello svolge incontri di sensibilizzazione e formazione rivolti a professionisti/e del pubblico e del privato sociale, nonché a cittadini e cittadine del territorio anche con la finalità di aumentare la consapevolezza sui servizi disponibili e sulle modalità per accedere allo Sportello.

 

COME CONTATTARE LO SPORTELLO CUAV

L’associazione L’Istrice (CUAV di Gorizia) mette a disposizione personale di genere maschile e femminile, specificamente formato e aggiornato al lavoro sulla prevenzione e contrasto della violenza di genere, con particolare riferimento al lavoro con gli uomini autori di violenza.

Lo Sportello è aperto su appuntamento in seguito ad un primo contatto telefonico al numero 350 0457122. In alternativa, inviando una e-mail all’indirizzo info@listrice.com, l’associazione provvederà a ricontattare l’interessato nelle successive 48 ore per concordare un primo appuntamento in presenza.

 

CENTRO ANTI VIOLENZA (CAV)

S.O.S. ROSA (CAV) e protocollo d’intesa per il coordinamento delle azioni a contrasto della violenza domestica e di genere

La seconda azione presentata riguarda il Centro Anti Violenza (CAV) di Gorizia, gestito da S.O.S. ROSA OdV, che si configura come luogo di ascolto e accoglienza per le donne. Nel mese di novembre 2023 è stato rinnovato il protocollo d’intesa con Comune e AsuGI per la gestione degli interventi previsti nel progetto di attivazione della rete intercomunale antiviolenza, riferita all'Ambito territoriale Collio Alto Isonzo, che fin dalla nascita dell’associazione nel 2002 vede una forte collaborazione tra il Servizio Sociale dei Comuni dell'Ambito territoriale Collio Alto Isonzo, l'Azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina e S.O.S. ROSA OdV.

 

A CHI SI RIVOLGE IL PROTOCOLLO

Il rinnovo del protocollo d’intesa ha consentito di proseguire gli interventi già attivi rivolti al sostegno delle vittime di violenza di genere, adulti e figli minori, l'accesso alle risorse di primo e secondo intervento gestite da S.O.S. ROSA o attivate attraverso il ricorso ad altre strutture e servizi territoriali. In particolare, la rete si rivolge sia a donne che si trovino in condizioni di violenza subita tali da costituire una situazione di pregiudizio e rischio per l’incolumità fisica e/o psicologica con particolare attenzione all’eventuale presenza di figli/e minorenni, sia a donne che subiscono violenze di vario tipo che, pur non essendo a rischio di vita, decidono di intraprendere un percorso di fuoruscita dalla violenza.

 

COME CONTATTARE IL CAV

S.O.S. ROSA è un’organizzazione di volontariato composta da donne, un luogo di ascolto e di accoglienza specifico e privilegiato per le donne. Vi operano donne formate all’accoglienza specifica, coadiuvate da figure di professioniste con varie competenze: psicologhe, psicoterapeute, avvocate, educatrici. Contatto telefonico principale al numero 0481 32954 oppure inviando una e-mail all’indirizzo sosrosagorizia@gmail.com.


INTERVENTI

Silvana Romano, assessore alle politiche sociali del Comune di Gorizia

“Tradizionalmente il Comune di Gorizia si impegna sia per la sensibilizzazione sul tema della violenza di genere, sia per il sostegno economico degli interventi volti a farvi fronte. Ci siamo sempre battuti contro ogni forma di maltrattamento, collaborando con Sos Rosa e con i sodalizi impegnati in prima linea, tra cui ricordo l’associazione Fiocco di neve, realtà che si occupa degli uomini vittime di violenza”.

 

Luigi Di Ruscio questore di Gorizia

“Un’attenta analisi del fenomeno della violenza di genere, ne restituisce un quadro complesso, caratterizzato da una pressoché omogenea distribuzione su tutto il territorio nazionale e con distribuzione trasversale a tutte le classi sociali. Ne deriva che risposte concrete alle esigenze di sicurezza delle vittime si ottengono creando una fitta rete interistituzionale capace di affrontare efficacemente ogni aspetto del fenomeno.

La Polizia di Stato mette in campo molte energie nella prevenzione della violenza di genere, dall’organizzazione di iniziative di sensibilizzazione alla firma di specifici protocolli d’intesa, ed agisce in maniera decisa anche attraverso l’irrogazione dell’ammonimento, misura di prevenzione esclusiva del Questore.

Ma l’emersione degli episodi di violenza è condizione fondamentale affinché si possa intervenire tempestivamente ed interrompere condotte vessatorie, già dopo ‘il primo schiaffo ’”.

 

Flora Bernardi, area progettazione, Cooperativa sociale Itaca

“Obiettivo del partenariato Change è contribuire a promuovere consapevolezze, cultura e cambiamento attraverso percorsi educativi, di prevenzione, intercettazione e contrasto alla violenza di genere. L’apertura a Gorizia dello Sportello per Uomini Autori di Violenza va in questa direzione, con programmi d’intervento dedicati a uomini che hanno scelto di agire violenza, perché siamo convinti che possano scegliere di cambiare. In questa prospettiva rete e sinergia con le realtà presenti nei territori sono fondamentali”.

 

Marilena Francioso, direttore SC Età evolutiva, Famiglia e Disabilità, AsuGI

"L’Azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina, attraverso le proprie strutture operative, concorre quotidianamente alla promozione di azioni di contrasto e prevenzione della violenza di genere, in rete con le diverse realtà territoriali. In particolare, all’interno del progetto CHANGE, i Consultori Familiari di Gorizia e di Monfalcone sono stati coinvolti in una specifica formazione propedeutica allo sviluppo di una sinergia di lavoro con l’associazione L’Istrice in modo da potenziare l’efficacia degli interventi nelle situazioni di violenza di genere e domestica”.

 

Pasquale Fiorente, presidente L’Istrice aps

“Con l'apertura dello Sportello CUAV potenziamo la rete dei servizi presenti sul territorio che collaborano quotidianamente nella promozione e nello sviluppo socioculturale improntato al rispetto di genere. Con questo spazio rivolto agli uomini, gestito da personale altamente qualificato de L’Istrice aps, offriamo la possibilità a chi la violenza la agisce di riconoscere ed interrompere i comportamenti violenti, potenziare le abilità relazionali e genitoriali, e di acquisire e consolidare le competenze necessarie per vivere relazioni rispettose”.

 

Francesca Vuaran, presidente S.O.S. ROSA OdV

“Il rinnovo del protocollo d’intesa per le azioni a contrasto della violenza di genere e domestica favorisce il mantenimento di un clima costruttivo e di collaborazione tra gli enti che si occupano del grave problema sociale, poiché siamo consapevoli che nessuno basta a se stesso. Nessuna istituzione o associazione può pensare di operare singolarmente per risolvere situazioni complesse come quelle che si riscontrano occupandosi della violenza: raggiungere questa consapevolezza significa fare ciascuno la propria parte e utilizzare al meglio le risorse”.


 

mercoledì 17 gennaio 2024

Settimana Ecumenica 2024 a Gorizia

 

La tradizionale Settimana Ecumenica, con la promozione dell’unità' tra le chiese cristiane che quest’anno ricorre dal 18 al 25 gennaio, ha, a Gorizia, due importanti appuntamenti:

venerdì 19 gennaio, alle ore 20.30 presso la chiesa di S.Rocco, la preghiera unitaria della Chiesa Cattolica e della Chiesa Evangelica, celebranti don Santi Grasso e il Pastore Jens Hansen;

lunedì 22 gennaio, alle ore 20.30, nella sala Incontro adiacente alla chiesa di S.Rocco, la conferenza dal titolo:

La Violenza: Radici e Declinazioni. X

I relatori: l’antropologa Martha Populin, il biblista don Santi Grasso, il Pastore Evangelico Jens Hansen ci accompagneranno nel viaggio.

Ingresso libero

martedì 16 gennaio 2024

Na ogled razstava v Kulturnem domu v Gorici vse do 25. januarja 2024 na ogled igriva in interaktivna razstava "PO NAKLJUČJU - PRIPRAVITE SE NA NEPRIČAKOVANO!"

 V mali dvorani Kulturnega doma v Gorici (ul. I. Brass 20 - Italija) je na ogled vse do 25. januarja 2024, nadvse vzgojna, igriva in interaktivna razstava za razumevanje mehanizmov naključnosti "Come per caso – Preparatevi all'imprevisto!" (Po naključju - Pripravite se na nepričakovano!).


Razstava, katero prireja društvo Scienza under 18 Isontina, v sodelovanju s Kulturnim domom v Gorici in
kulturno zadrugo Maja, s prispevkom Dežele Furlanije Julijske krajine in Fundacije goriške hranilnice, je na ogled po sledečem urniku: (od ponedeljka do petka) od 9.00 do 12.00 in od 16.00 do 18.00 ure, ter v večernih urah med raznimi kulturnimi prireditvami. Za vodene oglede: presidente@scienzaunder18isontina.it.

lunedì 15 gennaio 2024

Battiti di cinefilia sul confine Parte con Maja Weiss la nuova rassegna di film sloveni in Italia proposta dal Kinoatelje

 18 gennaio 2024 alle 20.30
presso il Palazzo del Cinema a Gorizia

 Se dovessimo tracciare una panoramica dei punti cardine relativi alla cinematografia slovena troveremmo sulla nostra mappa certamente la città di Ljutomer, dove lavorò il pioniere del cinema sloveno Karol Grossman, il monte Triglav, dove è stato girato il primo lungometraggio sloveno Nel regno del Corno d'oro (V kraljestvu zlatoroga), Baška grapa, la location del primo film sonoro sloveno Sulla nostra terra (Na svoji zemlji), e Ljubljana, dove gli studi cinematografici Triglav Film, e in seguito Viba Film, hanno prodotto i lungometraggi Kekec, Vesna, La valle della pace (Dolina miru) e altri classici sloveni. Un altro dei centri cinematografici sloveni, invece, si trovava dall'altra parte del confine, più precisamente a Gorizia. Nel 1981 la cinematografia slovena, che fino ad allora era stata presentata all'estero solo
nell'ambito della produzione jugoslava, venne presentata per la prima volta al pubblico italiano in una retrospettiva, ormai considerata storica, dal titolo Cinema sloveno 1946-1981 Slovenski film. La retrospettiva proposta a Gorizia comprendeva quindici film, tra i quali possiamo trovare Sulla nostra terra (Na svoji zemlji) di France Štiglic, e La zattera della Medusa (Splav Meduze) di Karpo Godina.

 L’iniziativa ha lasciato un’impronta indelebile nella storia del cinema sloveno anche grazie alla pubblicazione nella quale è stata presentata per la prima volta la filmografia slovena con il contributo di diversi critici cinematografici come Rapa Šuklje, Silvan Furlan, Milko Rener, Carlo Lizzani, Sandro Scandolara e anche Darko Bratina, il fondatore del Kinoatelje.
Anche nelle pubblicazioni, i film slovenisono stati fino ad allora presentati solamente come parte del cinema jugoslavo. »Siamo convinti che sia giusto ed importante presentare questa retrospettiva in un paese al quale siamo legati da sincera amicizia, e nel quale vivono numerosi sloveni che, con le loro attività, confermano la possibilità e la necessità di buoni rapporti tra i popoli di qua e al di là del confine,« scriveva allora nell'editoriale Jože Osterman, presidente dell'Associazione delle organizzazioni culturali della Slovenia (Zveza kulturnih organizacij Slovenije). 

La presentazione dei film sloveni in Italia, organizzata più di quarant'anni fa dal Kinoatelje, dall'Unione dei circoli culturali sloveni, dalla rivista Ekran, dall'Associazione delle organizzazioni culturali della Slovenia e dal Piccolo Cineforum, non ha preso vita solamente presso il Kulturni dom di Gorizia, ma è arrivata a toccare anche Milano e Roma.

Allo stesso tempo si svolgevano, regolarmente le proiezioni e le anteprime italiane dei film sloveni a Gorizia. »Gorizia è diventata un osservatorio del cinema sloveno e di una società che cambia,« ha affermato Aleš Doktorič, il presidente del Kinoatelje all’epoca, nel 2006 in occasione del 25° anniversario della manifestazione.

Prende vita la Rassegna di film sloveni 2024/2025


È proprio con questo spirito che il Kinoatelje vuole iniziare il novo anno e offrire al pubblico italiano un variegato programma di film sloveni con sottotitoli in italiano che spaziano dalle ultime produzioni ad ai classici restaurati. La rassegna unirà profondità ed espressività artistica di vari generi nonché ospiterà numerosi autori e le troupe che hanno collaborato alla realizzazione dei film proposti. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con il Centro cinematografico sloveno, il Palazzo del Cinema, e l’Ufficio del Governo della Repubblica di Slovenia per gli sloveni d'oltreconfine e nel
mondo, e fa parte del programma ufficiale della Capitale europea della cultura GO! 2025.


Il filo rosso della programmazione cinematografica sarà un intreccio di eventi dedicati a onorare il 25° anniversario del Premio Darko Bratina e del festival Omaggio a una visione. Con l’iniziativa, insieme agli ospiti, l’associazione vuole segnare un quarto di secolo del Premio, che porta un messaggio sul potere trasformativo, umanistico e poetico delle immagini in movimento.

A Gorizia ospite la regista Maja Weiss con la prima italiana del film Raccolti alla fonte


La prima proiezione, in programma il 18 gennaio 2024 alle 20.30 presso il Palazzo del Cinema, che accompagnerà la Giornata della Memoria, partirà con il nuovo documentario di Maja Weiss, la prima a ricevere il Premio Darko Bratina nel 1999. Il viaggio toccante attraverso le epoche più buie della storia si intitola Raccolti alla fonte - I bambini sloveni di Lebensborn che verrà proposto con sottotitoli in italiano. Per l’occasione ospiteremo la regista del film, la produttrice Ida Weiss dalla casa di produzione Bela film e la coautrice della sceneggiatura Nataša Konc Lorenzutti.

Il film affronta il tema della Seconda guerra mondiale attraverso lo sguardo di quattro bambini, le ultime vittime sopravvissute ad un esperimento razziale nazista. Nel 1942, una trentina di bambini sloveni »razzialmente adatti« fu inclusa nel famigerato programma nazista Lebensborn, ideato da Heinrich Himmler e volto ad espandere la razza ariana. La maggior parte di questi bambini furono dati in adozione a coppie tedesche, che almeno apparentemente, erano fedeli al regime nazista. Il messaggio, che i protagonisti del film vogliono trasmettere il mondo di oggi, che è nel mezzo di nuove guerre in Ucraina, in Africa, e in Medio Oriente, detta: »Le vittime più grandi di ogni guerra, da
entrambe le parti, sia dell'aggressore che dell'aggredito, sono i bambini. La pace è il valore più grande.«

Il film non racconta solamente la sconvolgente storia tra la Germania e la Slovenia a livello individuale e collettivo, ma racconta anche la storia dei bambini rubati nell'Ucraina, afferma Maja Weiss: »I protagonisti del film, indipendentemente dalla loro nazionalità, ci trasmettono che il perdono, il compromesso, l'accettazione della diversità, la solidarietà e l’amore, sono di vitale importanza per mantenere la pace in un mondo dove ce n’è sempre meno.« La colorazione delle fotografie in bianco e nero e delle immagini in movimento attribuisce alla scioccante storia un valore speciale, ricordando allo spettatore che la guerra non è solo un cosa legata strettamente al passato, ma accade ancora qui e ora, davanti ai nostri occhi. La particolarità del film è anche la sua esecuzione tecnica realizzata in post-
produzione, poiché è il primo lungometraggio documentario sloveno con i filmati d’archivio che sono stati colorati.

Il primo Premio Darko Bratina è stato conferito a Maja Weiss nel 1999 per il suo film La strada della fratellanza e dell'unità. Il pubblico avrà l'opportunità di vedere come la regista continua risolutamente ad esplorare questioni represse e meno apprezzate che toccano i temi dell'identità e della storia.
L'8 febbraio, in occasione della Giornata della cultura slovena, seguirà l’anteprima del documentario dedicato a Milko Bambič del regista Radovan Čok, il 14 marzo, invece, si prospetta il documentario Corpo (Telo) di Petra Seliškar, per il quale ha vinto il premio Vesna per il miglior film documentario sloveno 2023.

domenica 14 gennaio 2024

GORIZIA A DIMENSIONE DI FAMIGLIA: A BREVE ULTIMATI I LAVORI AL CENTRO EDUCATIVO LENASSI

 

Gorizia sempre più punto di riferimento per l’infanzia e le famiglie: il centro educativo Lenassi, che già di per sé rappresenta un unicum in regione, dal momento che raccoglie i servizi specializzati destinati alle differenti fasce di età, dopo i lavori di ristrutturazione sarà più che mai un fiore all’occhiello per la città. Lo stabile di via Vittorio Veneto, per lascito testamentario fin dal 1927 dedicato all’infanzia, potrà infatti ospitare al meglio i servizi che sono delle eccellenze per le famiglie e i più giovani, dagli uffici amministrativi dei Servizi educativi alla Ristorazione scolastica, dal Doposcuola alla Biblioteca Bambini e Ragazzi, oltre alle Ludoteche 0-6 e 6-12, al Centro Bambini e Genitori e ai Centri Estivi.

I lavori stanno procedendo con un buon ritmo: tra pochi mesi saranno completate le opere e tutti i servizi offerti riprenderanno a pieno regime. Il dopo scuola non si è mai fermato e a breve bambini e ragazzi si trasferiranno dal primo al secondo piano dell’edificio, dove è stata completata la sostituzione dei serramenti. Ora si procederà perciò con la sostituzione di quelli del primo piano e del piano terra. Il rifacimento della copertura è praticamene finito, mentre per quanto riguarda il ripristino delle facciate è stato completato il rifacimento delle malte e si attende una temperatura più mite per terminare gli intonaci. Gli ultimi interventi riguarderanno i portoni in legno originali, che verranno restaurati, e i marciapiedi perimetrali, che saranno rifatti. L’intervento è finanziato per un totale di due milioni 754mila euro, di cui 800mila provenienti da fondi regionali e un milione 954mila euro di fondi PNRR. La decisione di accorpare in un unico luogo i diversi servizi per bambini e ragazzi risale al 2013, nella convinzione che la “convivenza” rappresenti di per sè una ricchezza, dal momento che consente di lavorare su linguaggi propri delle varie età.

“La nostra città è veramente a dimensione di famiglia: con un livello molto elevato dei servizi e una qualità della vita indiscutibile, Gorizia è sicuramente la città ideale in cui vivere per le coppie che vogliono farsi una famiglia, considerando gli ottimi asili nido, le scuole per l’infanzia e, in generale tutta l’offerta educativa. La Ludoteca fornisce spazi creativi straordinari per tutte le fasce d’età ed è uno dei fiori all’occhiello del Comune. Inoltre, con tutti gli interventi urbanistici e non solo che stiamo realizzando, la città diventerà ancora più bella e accogliente, in altre parole adatta per chi desidera vivere bene”, rimarca il sindaco, Rodolfo Ziberna. L’assessore ai Servizi educativi, Silvana Romano, ricorda i principi ispiratori comuni alle varie attività: “Obiettivi comuni a tutti i servizi educativi rivolti all’infanzia sono l’integrazione e la continuità, il coinvolgimento e la partecipazione delle famiglie, la qualificazione del personale educativo, insegnante e di supporto, la collaborazione con i servizi sociali e sanitari e i collegamenti con il territorio di appartenenza. Con il Lenassi rimesso a nuovo tutte le attività rivolte all’infanzia potranno essere più che mai portate avanti in modo ottimale. Ricordo che prima dell’avvio dei lavori di ristrutturazione il Centro era frequentato da una media di 200 utenti al giorno”.

Nel dettaglio i Servizi Educativi comunali per la fascia 0-6 anni comprendono: il Centro Bambini e Genitori con Dimensione ZeroTre e Ludoteca ZeroSei, al Centro Lenassi, rivolti alle famiglie con bambini fino a tre o sei anni d’età. Le attività hanno carattere educativo e ludico per favorire lo sviluppo delle potenzialità infantili in un contesto comunitario nel rispetto dei tempi e ritmi individuali, delle provenienze culturali, di genere. Inoltre è promossa la socialità fra genitori/adulti accompagnatori e l’aggregazione spontanea delle famiglie. Di norma sono una sessantina gli iscritti: la riattivazione è prevista per la primavera, appena gli interventi saranno conclusi. Sempre al Lenassi, i Servizi Educativi comunali per la fascia 6-16 anni comprendono la Ludoteca Seidodici, un centro estivo, la biblioteca Bambini e Ragazzi con laboratori di lettura e Servizio prestito, un Servizio di Doposcuola con Servizio di mensa e supporto alle consegne scolastiche. Il doposcuola è frequentato da una settantina di bambini. I centri estivi mettono a disposizione ogni anno circa 80 posti per la fascia 3-6 anni e 45 per quella 6-12 per otto settimane.

Completano il quadro dei servizi per i bambini tre nidi d’infanzia (con una sezione in lingua slovena): “Incantatempo” in viale Virgilio per i bambini dai tre mesi, “Scoprire e Giocare” in via Max Fabiani e “Tika taka” in via Rocca per i bambini dai 12 mesi. Sono attive due convenzioni con Nidi d’Infanzia privati: “Il Giardino Incantato” in via Pasubio e “Bimbincittà” in Corso Verdi. 160 circa sono complessivamente i bimbi iscritti. Due sono le scuole dell’infanzia, con una novantina di allievi: “Livio Clemente” in Corte S. Ilario e “Il Bosco Incantato” in via Romagna. Due i centri estivi nelle sedi delle scuole dell’infanzia comunali che accolgono bimbi dai tre anni di età.

Il servizio di ristorazione scolastica è rivolto ai bambini e ragazzi frequentanti i nidi d’infanzia, le scuole dell’infanzia comunali e statali, le scuole primarie a tempo pieno e il Centro Lenassi. Gli alimenti utilizzati provengono in prevalenza da produzione biologica e sono sottoposti a rigidi protocolli. Sul piano educativo il pranzo è una fondamentale occasione di socializzazione, di confronto con il rispetto di regole precise e vincoli di comportamento oltre che di conoscenza di cibi diversi. Il servizio comprende due Centri Cottura gestiti con personale comunale, uno in viale Virgilio (centro cottura Nido) e uno al Lenassi (centro cottura Scuole dell’Infanzia e Centro Educativo), che preparano al giorno rispettivamente 180 e 600 pasti. Sono operativi 17 punti di porzionamento e preparazione merende con personale affidato a ditta esterna nei nidi d’infanzia di via Rocca e via Max Fabiani, nelle scuole dell’infanzia statali delle vie Garzarolli, Lasciac, Cappella, Gramsci, Perco, Brigata Avellino, del Carso, San Michele, Brolo, Bella Veduta e Max Fabiani, scuole dell’infanzia comunali di via Romagna e Corte S. Ilario. Nelle scuole primarie a tempo pieno Ungaretti e Pecorini circa 250 pasti al giorno sono preparati e veicolati da ditta esterna.

Parte integrante dei Servizi comunali è anche il Servizio di Trasporto Scolastico, affidato a ditta esterna con mezzi dedicati che serve i percorsi casa-scuola-casa, scuola-doposcuola, scuola-atelier Ludoteca e le palestre curricolari. Il diritto allo studio è garantito dalla fornitura gratuita dei libri di testo per la scuola primaria (cedole librarie), dai contributi alle famiglie per l’acquisto di libri di testo e dai contributi alle scuole.